La guarigione miracolosa di mio marito

Un ricovero improvviso, giorni sospesi tra la vita e la morte e una moglie che prega senza sosta. Nel momento più buio, segni inattesi e presenze percepite aprono uno spiraglio di Grazia. Un anno dopo, la rinascita che lei legge come un dono dall’Alto. Ascoltiamo il racconto di Loreta.

«Ci sono momenti nella vita in cui le Grazie che riceviamo dall’Alto passano quasi inosservate. Solo dopo, quando gli eventi si ricompongono come tessere di un mosaico, comprendiamo che non eravamo soli. È ciò che ho imparato osservando mio marito attraversare uno dei periodi più difficili della nostra esistenza.

Nel luglio del 2012 mio marito Luciano venne ricoverato d’urgenza, a pochi giorni da un intervento al rene. Uno gli era già stato tolto anni prima, per un tumore maligno. Questa volta, però, la situazione precipitò: una grave emorragia, il blocco renale, giorni sospesi tra la vita e la morte. Io camminavo per le corsie dell’ospedale stringendo nelle mani la corona del rosario, pregando e cercando di mantenere una pace interiore che però si sgretolava. Mi sentivo come un puzzle frantumato, senza più la mia unità psicofisica.

Pregando, guardavo il cielo e parlavo al Signore: “Come puoi lasciarmi sola? Tu conosci le mie paure, le mie angosce. Come potrei vivere in campagna, nella solitudine, senza di lui?”. Mio marito, sfiduciato, ripeteva che non poteva chiedere grazie quando nel mondo c’erano tanti bambini che soffrivano.

Mi sentivo abbandonata anche dalla Madonna, però non ho smesso di pregare. Restavo accanto a mio marito in ospedale e poi correvo alla Madonna delle Grazie, per chiedere la Sua intercessione. Ho chiesto preghiere alle assemblee, ho invocato i Santi protettori e il mio padre spirituale, Giovanni Paolo II, a cui sono devotissima.

Più di una volta mio marito è stato vicino alla morte. Eppure, un anno dopo quel terribile luglio, proprio nel giorno dedicato alla Madonna delle Grazie, l’ho visto rinascere. Ho compreso allora che era stato graziato, che il Signore gli aveva allungato la vita.

In quel periodo ho percepito anche la presenza di mio fratello Carmine, che immaginavo scendere dall’alto in processione, insieme a una schiera di Santi, nel giorno della Madonna del Carmelo. Come se mi dicesse: “Restituiamo tuo marito alla terra. Abbiamo pregato. Resterà ancora con te”.

E così è stato. Luciano stesso ha chiesto al Cielo di poter accompagnarmi ancora un po’. Per questo oggi desidero ringraziare la Madonna, Giovanni Paolo II, i Santi e tutte le anime che vegliano su di noi. Tutto sia a Gloria di Dio. Amen.»

Loreta

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Immagine di copertina generata artificialmente

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