La Serva di Dio Chiara Corbella Petrillo e il suo sposo Enrico: fidarsi di Dio in due è meglio

Il 12 giugno 2012 moriva Chiara Corbella Petrillo, giovane sposa e madre romana, lasciando una scia di luce che continua a toccare migliaia di persone. Ogni anno questa data non è solo memoria, ma invito a tornare alla sorgente della sua testimonianza: una vita ordinaria diventata straordinaria per la fiducia totale nel Signore, vissuta dentro le gioie e le ferite della maternità, del matrimonio e della malattia. Ripercorrere la sua storia significa lasciarsi provocare da un Vangelo vissuto senza sconti, dove l’amore è più forte della paura e la speranza più forte della morte.

È il 2 agosto 2002. Un giovane ventitreenne è seduto a un tavolo di un ristorante di Medjugorje, dov’è andato in pellegrinaggio. Il posto di fronte a lui è libero finché non arriva a occuparlo una ragazza sui diciott’anni. Si guardano: entrambi hanno l’intuizione di essere fatti l’uno per l’altra, anzi, che l’uno fosse da sempre destinato all’altra e viceversa. Anzi, lei pensa dentro di sé: «Tanto questo ragazzo è mio». Lui si chiama Enrico Petrillo, lei Chiara Corbella.

L’unione di due cammini

Chiara è nata a Roma il 9 gennaio 1984. Ha fatto parte nell’infanzia, insieme alla sorella maggiore Elisa, del gruppo “Cuore di Gesù” del Rinnovamento nello Spirito; lì ha imparato a rivolgersi in maniera fiduciosa a Dio, dedicandogli almeno mezz’ora al giorno. Enrico, invece, nato nel 1979, è membro di una comunità di preghiera del Rinnovamento Carismatico, con la quale è andato a Medjugorje in quei giorni di agosto.

Tornati in Italia, a Roma, iniziano a frequentarsi. Nel loro fidanzamento appare però qualche crepa, che nel 2006 si trasforma in rottura. Chiara prega, chiede aiuto al Signore, ma non dimentica Enrico: decidono di riprovare a stare insieme.

I corsi vocazionali tenuti dai Frati Minori di Assisi permettono loro di capire il fondo della questione: lei non riesce a mostrarsi per com’è davvero, lui non accetta che un giorno dovrà perderla, com’è successo per suo padre. Nella primavera del 2007 si lasciano ancora, ma finalmente Chiara, sfogandosi in un pianto dirotto durante un forte litigio, si rivela pienamente al fidanzato.

Decidono, quindi, di partecipare alla Marcia Francescana: è durante il sesto giorno di cammino che Enrico le chiede di sposarlo. Lei pensa a un colpo di sole, ma le intenzioni del suo fidanzato sono serie. Il matrimonio viene celebrato il 21 settembre 2008 nella basilica di San Pietro ad Assisi.

Genitori che accompagnano alla vita

Chiara ed Enrico aspettano il primo figlio già a un mese di distanza dal matrimonio. È una femmina, che decidono di chiamare Maria Grazia Letizia. Alla prima ecografia, però, emerge che la bambina ha una grave malformazione, un’anencefalia. La prima reazione di Chiara è di piangere tra le braccia di sua madre, Maria Anselma: vive la paura e la preoccupazione di trovare il modo di riferirlo al marito, anche se è certa di voler tenere la bambina.

Mentre s’interroga su come affrontare la questione, s’imbatte in un quadro della Vergine Maria e trova un’analogia col suo caso: «Anche a lei Dio aveva donato un figlio che non era per lei», ha raccontato in una testimonianza tenuta a Roma, nella chiesa di Santa Francesca Romana all’Ardeatino, il 19 novembre 2009, proseguendo: «Quella cosa mi ha fatto riflettere sul fatto che forse non potevo pretendere di capire tutto e subito e che forse il Signore aveva un progetto che effettivamente io non riuscivo a comprendere». Conclude la testimonianza con un messaggio particolare: «Quello che voglio dire alle mamme che hanno perso dei bambini è: noi siamo state mamme, abbiamo avuto questo dono. Non conta il tempo, se un mese, due mesi, poche ore… conta il fatto che noi abbiamo avuto questo dono. E non è una cosa che si può dimenticare».

Maria Grazia Letizia nasce il 10 giugno 2009: riceve il Battesimo, poi smette di vivere. È in ogni caso un dono del Signore, come osserverà Enrico in una testimonianza tenuta il 15 settembre 2013 ad Assisi: «L’abbiamo chiamata Grazia per questo; Letizia perché eravamo certi che il Signore ci avrebbe meravigliato e che avrebbe portato tanta gioia attraverso di lei. E in effetti poi è stato così». «Qualche giorno dopo», continua nella stessa testimonianza, «c’è stato il funerale ed è stato il primo funerale meraviglioso a cui abbiamo avuto la grazia di assistere. Io ho suonato la chitarra e Chiara il violino: non pensavamo di riuscire a fare questa cosa. Ci piaceva amare nostra figlia con tutto noi stessi. Avevamo poco tempo per godercela e quindi quello che potevamo fare era anche questo: suonare».

Un sì rinnovato, fino alla fine

Appena tornati dall’ospedale, si trovano d’accordo nell’aspettare solo i giorni necessari al recupero, prima di tentare una nuova gravidanza. Stavolta è un maschio, ma di nuovo ha una condizione che i medici considerano incompatibile con la vita: ha malformazioni viscerali, gli manca del tutto una gamba e l’altra è poco più di un moncherino. I due sposi s’interrogano su dove Dio li stia conducendo, con l’arrivo di un figlio che avrebbe comunque avuto una grave disabilità: ancora una volta, consapevoli di essere stati preceduti dalla Grazia divina, dicono il loro Sì.

«Siamo sicuri», scrive Chiara a Daniela Salernitano, la sua ginecologa, che ormai è un’amica, «che anche questa volta Dio ci farà capire cosa dobbiamo fare. Siamo sereni: prima di essere nostro figlio è Suo figlio». Il bambino nasce il 24 giugno 2010 e lo chiamano Davide Giovanni; anche la sua esistenza dura poco meno di un’ora. 

Il cammino spirituale di Chiara è iniziato con una consegna totale al Signore mediante Enrico e prosegue con la semplice spiritualità dell’affidamento al Signore. Chiara la esprime con il termine “Piccoli Passi Possibili”, ma anche con una profonda consapevolezza di essere a servizio dei piani di Dio: per questo, con il suo sposo, decide di vivere una nuova gravidanza.

Il terzo figlio risulta sano, ma ora è la salute di Chiara ad essere in pericolo: quella che le sembra un’afta sulla lingua è, in realtà, un carcinoma. Tra viaggi e consulti, i coniugi Petrillo riescono a trovare le cure giuste perché la gravidanza prosegua, nel rispetto delle vite di madre e figlio.

Così, dopo che il 30 maggio 2011 viene alla luce Francesco, viene effettuata l’operazione per Chiara e le vengono prescritte le terapie, ma non servono. In occasione del primo compleanno del bambino, i genitori gli scrivono una lettera come regalo che duri a lungo, con consigli preziosi come: «Lo scopo della nostra vita è amare ed essere sempre pronti ad imparare ad amare gli altri come solo Dio può insegnarti».

Lei, comunque, non smette di dare e di ricevere amore. Mentre tutti gli amici pregano e vegliano, nelle ultime ore, il marito manda loro un sms: «Siamo con le lampade accese. Aspettiamo lo Sposo» e Chiara dice: «Vi voglio bene. Papà, ti voglio bene. Mamma, ti voglio bene. Enrico, ti voglio bene. Vi voglio bene a tutti…». Il 12 giugno 2012, nella casa di campagna dei genitori a Pian della Carlotta, vicino Cerveteri, Chiara si addormenta per sempre nel Signore. 

Una sconfinata fiducia nel Signore

Chi legge e rilegge gli articoli su di lei, oppure guarda con attenzione i filmati che la riguardano, si rende conto che non basta considerare Chiara unicamente in base al suo gesto per Francesco. Insieme a Enrico, ha messo alla base della loro storia d’amore una sconfinata fiducia nel Signore, da cui tutti e due si sono sentiti scelti, amati e benedetti.

Infatti, come lei ha capito di dover essere madre in senso pieno, così lui, accettando di non vantare diritti né sulla moglie né sui bambini, è stato davvero padre. Per questo si è sentito di affermare, nella presentazione del libro Piccoli passi possibili, che raccoglie la trascrizione dell’incontro del 15 settembre 2013: «La mia vita con lei è il vangelo che conosco meglio».

A fronte di una fama di santità esplosa subito e col tempo diventata globale e mondiale, il 13 giugno 2017 si è costituita l’Associazione Chiara Corbella Petrillo, per custodire e tramandare il suo ricordo, ma anche per raccogliere le testimonianze che sono poi servite per l’inchiesta diocesana su vita, virtù e fama di santità di Chiara, svolta nel Vicariato di Roma dal 21 settembre 2018 (decimo anniversario delle sue nozze) al 22 giugno 2024.

Emilia Flocchini

Immagine di copertina: Chiara Corbella Petrillo a Medjugorie il 19/04/2012, foto di Cristian Gennari (dal sito).

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