Forma letteraria degli scritti di Vera: ascolto e traduzione della Voce interiore di Gesù
Per obbedienza al Padre Spirituale, Don Gabriello Zucconi, Vera scrive 13 preziosi Libretti interamente pubblicati nel volume Portami con te! (Elledici 2017)
È essenziale considerare la forma letteraria di questi scritti di Vera, per essere coscienti della mediazione umana che è intercorsa tra la voce interiore di Gesù, che Vera ha ascoltato, e la formulazione in parole, frasi organizzate e periodi che Vera ci ha trasmesso.
Dal primo testo scritto il 19 settembre 1967 fino all’ultimo scritto il 9 novembre 1969, è un continuo ascolto della Voce di Gesù che parla in prima persona. È una modalità classica dell’esperienza mistica che ha il suo fondamento nella Sacra Scrittura, quando Dio parla per mezzo dei Profeti nell’Antico Testamento, e quando suo Figlio Gesù parla e il suo messaggio giunge a noi per mezzo dei quattro Vangeli e di tutti gli altri scritti del Nuovo Testamento (cf. Ebr 1, 1-3).
È una modalità dell’esperienza mistica e anche un genere letterario.
Nell’esperienza mistica dei santi, ci sono tanti esempi di una tale modalità. Per questo, preferisco sempre dire “Vera ascolta” e “Vera scrive”, piuttosto che “Gesù dice”!
In tutti questi testi infatti, Vera ascolta la voce interiore di Gesù, alcune volte anche della Madonna, e invece lei stessa parla poco.
È più un ascolto che un dialogo. E questo è molto bello. L’esperienza mistica di Vera è un puro e continuo ascolto della voce di Gesù che dice sempre tutto il suo Amore per la Chiesa, per i Sacerdoti, per i fedeli, per i peccatori, per tutti gli uomini.
Il clima spirituale ricorda il “secondo Isaia”, cioè i capitoli 40 a 55 del libro d’Isaia, che è il libro della Consolazione d’Israele nel momento più drammatico dell’Esilio. I quaderni di Vera sono come un libro della Consolazione della Chiesa in un momento di grande prova, e
specialmente per i sacerdoti più provati e tentati. Per questo tipo di espressione dell’esperienza mistica, si parla abitualmente di “rivelazioni private” o di “locuzioni”, ma preferisco indicare i testi di Vera
con la semplice parola `Scritti’, piuttosto che `Messaggi’.
Esaminando poi i contenuti, vedremo che sono veramente le parole di amore e di consolazione che Gesù Salvatore dice continuamente alla sua Chiesa, come risonanza e commento del suo Vangelo, ma è importante non assolutizzare questa modalità.
Così, Teresa di Lisieux afferma che “non ha mai sentito Gesù parlare” (Ms A, 83v). Infatti la sua altissima esperienza mistica è tutta in pura fede, speranza e amore, senza nessun fenomeno mistico: né locuzioni, né visioni. Ma ascolta continuamente la Voce di Gesù nel Vangelo vissuto e “respirato” nella preghiera! Gesù parla a Teresa con una modalità diversa, e non meno che a Vera, ed è la stessa voce di Amore e di Misericordia! Dunque è importante non prendere troppo alla lettera alcune espressioni di Vera, come quella del “dettato” da parte di Gesù. È il linguaggio tipico di una maestra!
La forma letteraria di questi scritti è quella dei messaggi, cioè della profezia biblica nella quale il Signore stesso parla in prima persona per mezzo di un uomo scelto da lui. Si tratta anche di una modalità classica dell’esperienza mistica cristiana, ma che bisogna interpretare bene e in qualche modo “decriptare”.
Più precisamente, si tratta del tipico “profetismo femminile”, tanto importante nella storia della Chiesa, con le figure emblematiche di santa Caterina da Siena, Dottore della Chiesa, e di santa Brigida di Svezia alla fine del Medioevo.
Attraverso queste donne mistiche, Gesù parla alla Chiesa e al mondo, specialmente al papa e ai pastori, ed è un messaggio forte e audace, di amore e consolazione, e anche di conversione e di chiamata alla santità (specialmente per i sacerdoti).
Brigida lascia alla Chiesa l’ampia raccolta delle sue Rivelazioni, mentre il principale scritto di Caterina è il Dialogo, nel quale la santa ascolta la voce di Dio Padre che risponde alle sue domande sul Mistero di Cristo e della Chiesa.
La stessa forma letteraria del dialogo tra Gesù e il suo discepolo si ritrova nell’Imitazione di Cristo, il libro che ha plasmato la vita spirituale di moltissimi santi.
Poi, ci sono tanti esempi di tale profetismo femminile, con queste modalità straordinarie di locuzioni e visioni. Si possono citare i nomi delle sante Giovanna d’Arco, Margherita Maria Alacoque, Caterina Labouré, Bernardetta Soubirous, Gemma Galgani, Faustina Kowalska, delle beate Dina Bélanger e Alexandrina Maria da Costa (cooperatrice salesiana), della venerabile Louise-Marguerite Claret de la Touche, ecc.
È importante interpretare bene questi messaggi, di grande valore quando vengono da persone la cui santità è riconosciuta dalla Chiesa (sante, beate e venerabili), che fanno risplendere nell’amore le grandi verità della fede cristiana, attraverso la loro esperienza mistica.
Gli scritti e le testimonianze di Vera ci fanno entrare in un’anima molto bella, un’anima santa, piena di carità verso il Signore e il prossimo, tanto umile e obbediente, tanto segnata dalla sofferenza fisica e spirituale, e sempre seguita e appoggiata dai superiori e direttori salesiani. Meglio che “Rivelazioni Private”, questi messaggi sono l’ascolto personale di Vera alla voce interiore di Gesù, che si fa sentire in tanti modi diversi nella preghiera dei santi, secondo la personalità di ciascuno, la sua sensibilità, la sua cultura. Benedetto XVI, il Papa teologo, ha spiegato molto bene tutto questo a proposito dei veggenti di Fatima. Il vero impulso soprannaturale che viene da Gesù e dalla Madonna è ricevuto ed espresso da una persona che poi per esprimersi fa riferimento alla sua cultura e alla sua sensibilità. A questo proposito, bisogna aggiungere che questi messaggi sono la voce di Gesù ascoltata da una tipica mistica italiana (come Caterina da Siena e Gemma Galgani) con molte parole e ripetizioni. Invece le mistiche francesi sono spesso più sintetiche, con poche parole (come Giovanna d’Arco e Bernardetta Soubirous)! Tutte ascoltano la stessa Voce di Gesù, che si adatta a ciascuna!
Per interpretare bene questi testi, conviene prima ricordare il contesto storico dell’esperienza mistica di Vera alla fine della sua vita, e poi considerarla alla luce di alcuni santi maestri della spiritualità eucaristica. I santi infatti si illuminano a vicenda. Considerati insieme, non si addizionano l’uno all’altro, ma si moltiplicano l’uno per l’altro. Così, bisogna contemplare Vera in questo “girotondo dei santi” dipinto dal beato fra’ Angelico, dove i santi e gli angeli si danno la mano, e anche ci danno la mano per aiutarci a camminare verso la santità. Vera è vicina alle sante che abbiamo appena nominate ma, riguardo alla sua specifica spiritualità eucaristica, è ancora più vicina a santa Teresa di Lisieux, Dottore della Chiesa, e al venerabile Cardinale François-Xavier Van Thuân, che vengono a confermare in pienezza la sua spiritualità eucaristica dei Tabernacoli Viventi.
Questo “fiume di parole” è acqua pura e limpida! Il linguaggio mistico di Vera è semplice, chiaro e anche molto bello. Colpisce particolarmente l’uso di molti verbi, per esempio nel grande messaggio a Paolo VI del 11 giugno 1968. Attraverso i Tabernacoli Viventi, Gesù desidera “raggiungere tutte le anime, avvicinarle, toccarle, nell’intimo del loro cuore con il suo amore” (Portami con te, p. 220).
E Maria viene presentata come la “maestra” che “insegnerà nell’intimo come amare, adorare, portare e dare Gesù” (p. 220). Come Teresa di Lisieux, Vera è una donna molto intelligente, con una grande capacità di scrivere in modo semplice e chiaro, con immagini e simboli. La grande intelligenza di Vera traduce in modo meraviglioso la Voce interiore di Gesù!
Padre François-Marie Léthel, Ocd Carmelitano
Immagine di copertina: uno dei quaderni scritti da Vera Grita.




