Terza tappa della Via Creationis
Soffermandoci pregando per la bontà del cielo.
Riprendiamo il nostro cammino sulla via della Creazione
Il firmamento nella Bibbia era concepito come “una grossa cupola sostenuta da colonne cosmiche le cui fondazioni penetravano oltre la piattaforma terrestre, nell’abisso caotico e infernale, l’antipodo del cielo. Una cupola sopra la quale sono racchiuse le acque superiori, lasciate filtrare sulla terra attraverso feritoie e serrande. A questa volta maestosa sono appesi i grandi luminari del sole e della luna e vi sono fissate le stelle”1. Ma il cielo, come l’intero cosmo, è anche un simbolo di realtà trascendenti. Il Salmista ci ricorda che “dalla parola del Signore furono fatti i cieli, dal soffio della sua bocca ogni loro schiera” (Sal 33,6) e che “i cieli narrano la gloria di Dio e il firmamento annunzia l’opera delle sue mani” (Sal 19,2).
Anche Gesù quando insegna ai suoi discepoli a pregare dice: “Padre nostro, che sei nei cieli” e fa spesso riferimento al Regno dei cieli. Dio quindi crea i cieli, ma li trascende, come già aveva intuito Salomone nella sua preghiera di consacrazione del tempo di Sion: “I cieli e i cieli dei cieli non possono contenerti” (1Re 8,27).
Il cielo è, quindi, un grande segno teologico che va oltre quell’orizzonte celeste che anche Gesù contemplava attraverso i voli degli uccelli, i movimenti dei venti e delle nubi, e le previsioni meteorologiche (Lc 12,54-56). È la raffigurazione dell’alterità e della superiorità di Dio rispetto a noi creature limitate e finite2.
Anche il Salmo 8 ci fa contemplare il cielo, il cui riferimento si alterna più volte con quello della terra:
JHWH, com’è possente il tuo nome su tutta la terra.
Tu, che della tua Maestà hai rivestito i cieli.
Con la bocca di bimbi e lattanti, hai eretto un baluardo
a causa dei tuoi avversari: per far scomparire nemico e vendicatore.
Se vedo il tuo cielo, opera delle tue dita, la luna e le stelle che tu hai fissate
Che cos’è un uomo perché te ne ricordi, un figlio d’uomo, perché te ne prenda cura?
Cielo infinito e stabile
“L’immagine del cielo evoca nell’uomo antico anzitutto l’idea della stabilità. Tale idea è espressa al versetto 4 attraverso il verbo stabilire, rendere, saldo, sinonimo di fondare. […] Il cosmo viene considerato come un edificio la cui stabilità era per l’uomo antico oggetto di meraviglia. Il firmamento era pensato come una volta solida, al di sopra della quale stavano le acque: che esso non cadesse era considerato un miracolo3.
L’altra idea che evoca il cielo è quella dell’infinito, in senso spaziale e temporale. Quando si dice che la bontà di JHWH è nel cielo (Sal 36,6), se ne esalta la grandezza senza fine. E quando si dice che il trono del Messia durerà come i giorni del cielo (Sal 89,30), se ne dichiara l’eternità” 4.
L’espressione “opera delle tue dita”, esalta l’abilità artigiana del costruttore divino. Dio non ha lavorato con pala e badile, ma con le sue stesse dita, alla costruzione del mondo, non è l’opera di un manovale la sua, ma quella di un’artista. Lo spettacolo degli astri è particolarmente affascinante per l’uomo orientale, tanto che essi sono considerati presso tutti i popoli come divinità […]. Il cielo stellato è uno spettacolo che evoca spontaneamente l’idea della piccolezza, dell’insignificanza dell’uomo di fronte all’infinito.
Che cos’è l’uomo?
L’infinità del cielo suscita, per contrasto, questa domanda. Il salmista vede le cose da un punto di vista non dell’uomo in se stesso, ma del suo rapporto con Dio. La sua prospettiva non è il cartesiano “penso, dunque esisto”, ma “Dio pensa a me, dunque esisto”. Il Salmo 8 traspone questa esperienza all’umanità intera: JHWH non è un Dio che si cura solo degli astri, egli si prende pensiero di ogni uomo, per quanto piccolo egli sia, come Israele tante volte ha sperimentato nella sua esistenza.
Emanuela Chang
NOTE:
1 Ravasi G. “Il grade libro del creato”, Ed. San Paolo 2021.
2 Ibidem.
3 Barbiero G. “Il tuo amore è meglio della vita. Salmi commentati per la preghiera”, Ed. Paoline 2009.
4 Ibidem.
PREGHIAMO
℣. Lode a Te, Dio Creatore.
℟. Ti ringraziamo per la Tua magnifica Creazione.
Dal Libro della Genesi (1:6,8)
Dio disse: “Sia il firmamento… Dio chiamò il firmamento cielo”.
Dal Libro della Creazione
Parallelamente, circa 4,44 miliardi di anni fa, iniziò a formarsi una cupola, che si estendeva come una sottile coltre che ricopriva la Terra. L’atmosfera primordiale era costituita principalmente da gas che fuoriuscivano dal nucleo bollente del pianeta. Man mano che la cupola celeste si formava gradualmente, iniziava a proteggere la Terra dagli asteroidi e dalle comete in arrivo, nonché dalla radiazione solare, creando allo stesso tempo la pressione necessaria per la formazione di acqua liquida. Man mano che la cupola si è evoluta, alla fine è diventata l’aria sacra che ora respiriamo.
Dal Salmo 104
Benedici il Signore, anima mia,
Signore, mio Dio, quanto sei grande!
Rivestito di maestà e di splendore,
avvolto di luce come di un manto.
Tu stendi il cielo come una tenda,
costruisci sulle acque la tua dimora,
fai delle nubi il tuo carro,
cammini sulle ali del vento;
fai dei venti i tuoi messaggeri,
delle fiamme guizzanti i tuoi ministri.
Hai fondato la terra sulle sue basi,
mai potrà vacillare.
L’oceano l’avvolgeva come un manto,
le acque coprivano le montagne.
Alla tua minaccia sono fuggite,
al fragore del tuo tuono hanno tremato.
Emergono i monti, scendono le valli
al luogo che hai loro assegnato.
Hai posto un limite alle acque: non lo passeranno,
non torneranno a coprire la terra.
Fai scaturire le sorgenti nelle valli
e scorrono tra i monti;
ne bevono tutte le bestie selvatiche
e gli ònagri estinguono la loro sete.
Al di sopra dimorano gli uccelli del cielo,
cantano tra le fronde.
Dalle tue alte dimore irrighi i monti,
con il frutto delle tue opere sazi la terra.
Fai crescere il fieno per gli armenti
e l’erba al servizio dell’uomo,
perché tragga alimento dalla terra:
il vino che allieta il cuore dell’uomo;
l’olio che fa brillare il suo volto
e il pane che sostiene il suo vigore.
℣ Dio vide che il cielo era bello.
℟ Quanto è buono tutto il Creato. Sia lodato Dio!
Un momento di silenzio e di riflessione sensoriale sul tema di questa stazione.
℣. Grazie, Caro Creatore, per il sacro dono del cielo.
℟. Amen.
Laudato si’ mi Signore per tutte le tue creature (4v)
Immagine di copertina generata utilizzando la AI.




