PROFILI BIOGRAFICI DEI TRE PRETI MARTIRI BEATIFICATI
BEATO DON ELIA COMINI SDB, MARTIRE
Elia Comini nasce il 7 maggio 1910 a Calvenzano di Vergato (BO). Qui si mette ben presto alla «scuola di fuoco», di fede e carità, di Mons. Fidenzio Mellini e ne è orientato ai Salesiani di Finale Emilia (MO). L’incontro con don Bosco entusiasma il ragazzo Elia, che intraprende il percorso formativo tra i Salesiani. Viene consacrato sacerdote a Brescia il 16 marzo 1935. Consegue la Laurea in Lettere alla Regia Università di Milano con una tesi sul De resurrectione carnis di Tertulliano ed è assegnato alle Case salesiane di Chiari (BS) e Treviglio (BG). Non dimentica la propria terra d’origine e vi rientra nel 1944, quando il suo supporto alla pastorale si traduce, sotto il precipitare degli eventi, in un’azione sacerdotale eroica a favore della popolazione e, infine, nel martirio per essere rimasto quale «buon pastore» accanto al suo gregge. È ucciso con altri innocenti dalle SS tedesche il 1° ottobre 1944, presso l’invaso della Canapiera di Pioppe di Salvaro, dopo essere stato catturato mentre portava con padre Martino Capelli scj gli estremi conforti della fede agli agonizzanti dell’eccidio della Creda, e pesantemente umiliato. Col suo corpo fa da scudo a un uomo che si salva. Termina la vita terrena scandendo le Litanie e gridando “Pietà!”. Con lui era anche il giovane Dehoniano padre Martino Capelli.
Il dono di una sua Parola:
«Pregate, pregate per me, perché ho una missione da compiere.»
«[…] a far la carità se ne paga la pena; fra breve andrò a ricevere il premio».
BEATO PADRE MARTINO CAPELLI SCJ, MARTIRE
Nicola Capelli nasce a Nembro (BG) il 20 settembre 1912. A 12 anni viene ammesso alla scuola dei Sacerdoti del Sacro Cuore di Gesù (Dehoniani), dicendo: «Vengo per essere prete e questo mi basta». Nella vita religiosa Nicola prende il nome di “Martino Maria” e, particolarmente colpito da un incontro sui martiri messicani, chiede alla Vergine di Guadalupe la grazia di poter essere anch’egli martire, orientando così la consacrazione – nel realismo del quotidiano – a un forte dono di sé. È consacrato sacerdote a Imola il 26 giugno 1938. Uomo col desiderio d’una missione sui fronti più avanzati dell’apostolato, è richiesto dai Superiori per lo studio anche al Biblico di Roma e la docenza. Nel 1944 accetta di stabilirsi per un periodo a Salvaro per coadiuvare Mons. Fidenzio Mellini: qui istituisce una fraternità sacerdotale col Salesiano don Elia Comini e accoglie l’invito di don Ubaldo Marchioni alla predicazione. Il 29 settembre 1944, accorre con don Elia in direzione della “Creda”, per portare gli estremi conforti della fede agli agonizzanti di quell’eccidio. Negli ultimi istanti invoca “Perdono” e, morente, traccia un gran segno benedicente di croce sui tanti fratelli la cui vita è violentemente spenta quel giorno, assieme alla sua.
Il dono di una sua Parola:
«[…] o Maria, fammi anche da Mamma materiale. Ti rinnovo la mia consacrazione.»
«O Vergine, regina dei martiri Messicani, concedimi che un giorno sia anch’io martire di Cristo Re e di Te, Vergine Immacolata».
BEATO DON UBALDO MARCHIONI, MARTIRE
Ubaldo Marchioni nasce il 19 maggio 1918 a Vimignano di Grizzana (BO). Entrato in Seminario, si lega in amicizia a Giovanni Fornasini (sacerdote martire, beato dal 2021) e vi conosce Luciano Gherardi, poi grande figura dell’Arcidiocesi bolognese. È ordinato sacerdote a Bologna il 28 giugno 1942. Dal maggio 1944 è parroco di San Martino di Caprara e di Santa Maria Assunta di Casaglia, sulle alture. Don Ubaldo, ad appena 25/26 anni, non abbandona il gregge all’arrivo del lupo, sapendo di andare incontro a un alto rischio di essere ucciso. Muore il 29 settembre 1944, in Santa Maria Assunta di Casaglia dove – diretto a celebrare la Messa per i piccoli a Cerpiano – si era fermato per consumare le Ostie consacrate sottraendole così alla furia dei nazisti in risalita. Separato dalla propria gente (massacrata a propria volta a poca distanza) è ucciso ai piedi dell’altare della chiesa, accanto alla Pisside forata dai medesimi proiettili. Anni dopo il papà di don Ubaldo, Augusto, sarà tra i pochissimi a schierarsi per il perdono a Walter Reder, tra i responsabili dell’eccidio, seminando così una piccola grande speranza di riconciliazione, rinascita e pace.
Il dono di una sua Parola:
«Se resta la mia gente, io debbo restare con loro. […] – Ma ti faranno fuori! – Lo so, andrà a finire così, ma io non mi posso muovere di là.»
«Debbo completare il mio dovere. È necessario che raggiunga Casaglia per consumare le specie consacrate. Pregate. Sarà quel che Dio vuole.»
Preghiera per i Presbiteri Martiri di Monte Sole
O Padre misericordioso,
che ai presbiteri Ubaldo, Elia e Martino
hai donato la forza di rimanere accanto al loro gregge nell’ora della persecuzione
e di suggellare con il sangue la fedeltà al Vangelo e al loro ministero,
per la loro fraterna intercessione
spezza le catene dell’odio e della violenza che ancora feriscono l’umanità;
fa’ che il sacrificio dei martiri di Monte Sole divenga
seme di riconciliazione, di pace e di speranza,
rendi salda la nostra fedeltà al comandamento dell’amore
e suscita nella tua Chiesa
nuove e generose risposte alla tua chiamata.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.
Immagine di copertina: particolare della copertina del numero di settembre della rivista, con sullo sfondo una foto di Giovanni Baldini (2024, CC BY 4.0) e in primo piano le foto restaurate dei tre sacerdoti martiri.




