BEATIFICAZIONE
PASTORI MARTIRI PER TANTI INNOCENTI SACRIFICATI
La rivista di settembre è totalmente dedicata a fare memoria di tre sacerdoti: don Ubaldo Marchioni ucciso il 29 settembre 1944 a 29 anni, diocesano, don Elia Comini, salesiano, ucciso il 1° ottobre 1944 a 34 anni, e padre Martino Capelli, dehoniano, ucciso il 1° ottobre 1944 a 32 anni,in uno dei più crudeli eccidi compiuti dalle truppe SS in Italia: 780 persone, in gran parte bambini, donne e anziani, a Monte Sole, un’altura dell’Appennino bolognese, tra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944.
La Chiesa, Domenica 27 settembre 2026, proclama Beati questi tre sacerdoti.
Ci sono altri due sacerdoti uccisi nella stessa strage: don Giovanni Fornasini ucciso il 13 ottobre 1944 a 29 anni che la Chiesa ha già dichiarato Beato il 26 settembre 2021 e don Ferdinando Casagrande, ucciso l’11 ottobre 1944 a 30 anni.
Comunità cristiane martiri
Il martirio di questi giovanissimi sacerdoti è avvenuto mentre come coraggiosi pastori soffrivano, pregavano e speravano con le loro comunità che sono state sterminate. Don Marchioni cade davanti all’altare con il rosario in mano, dopo aver preparato nella preghiera i suoi fedeli al supremo sacrificio, padre Capelli e don Comini sostengono i compagni di sventura confortando, pregando, benedicendo fino all’ultimo; don Fornasini muore stringendo ancora fra le mani l’aspersorio e il rituale; don Casagrande dopo aver vagato fra i boschi alla ricerca dei morti da seppellire e dei vivi da confortare viene ucciso insieme alla sorella Giulia. Sacerdoti nella vita, sacerdoti nella morte. Il card. Giacomo Biffi, l’11 settembre 1994, ha indicato la lettura che, come credenti, dobbiamo incidere nel nostro cuore: «Ciò che su di essi è stato compiuto dagli uomini come un delitto, è in realtà una vittoria di Cristo; ciò che è apparso ai nostri occhi come una indicibile sventura, a un livello più profondo è una grazia che continua ad arricchire e a edificare il popolo di Dio; ciò che è stato perpetrato dalla malvagità di gente accecata, è in effetti al centro di quella trascendente Misericordia che appunto dal sacrificio dei martiri siamo chiamati a riconoscere e ad adorare».
Noi non possiamo che pregare per questo, e cercare, con ogni nostra energia, che i nomi di questi Martiri innocenti, sacerdoti e comunità, rimangano indelebili nei nostri cuori.
Il martirio di tanti cristiani, oggi
Papa Leone XIV ci richiama frequentemente alla situazione di persecuzione per i cristiani in tante parti del mondo. «Il loro martirio continua a diffondere il Vangelo in un mondo segnato dall’odio, dalla violenza e dalla guerra; è una speranza piena d’immortalità, perché, pur essendo stati uccisi nel corpo, nessuno potrà spegnere la loro voce o cancellare l’amore che hanno donato; è una speranza piena d’immortalità, perché la loro testimonianza rimane come profezia della vittoria del bene sul male. Sì, la loro è una speranza disarmata. Hanno testimoniato la fede senza mai usare le armi della forza e della violenza, ma abbracciando la debole e mite forza del Vangelo».
Questo numero della rivista vuole ridestare in noi la convinzione che mentre la forza del male sembra aver vinto e aver annientato intere comunità, la forza dello Spirito Santo che le ha sostenute nel martirio continua ad agire anche oggi nei nostri cuori perché l’esempio luminoso di questi testimoni ci converta dall’egoismo all’amore.
Non è il prolungarsi della vita per molti anni che ci realizza, ma è il nostro renderci totalmente disponibili al progetto di Dio Padre su di noi che Gli permette di trasformarci progressivamente in figli suoi, come Cristo.
“Ora si è compiuta la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio
e la potenza del suo Cristo,
poiché è stato precipitato l’accusatore dei nostri fratelli,
colui che li accusava davanti al nostro Dio giorno e notte.
Ma essi lo hanno vinto per mezzo del sangue dell’Agnello
e grazie alla testimonianza del loro martirio;
poiché hanno disprezzato la vita fino a morire.
Esultate, dunque, o cieli,
e voi che abitate in essi”.
don Ferdinando Colombo, salesiano
Immagine di copertina: le rovine della chiesa di Casaglia a Monte Sole.




