Dio, Misericordia infinita, ama la Chiesa

Le rivelazioni di Maccio – 18

Adorando preghiamo:
Mio Signore e Mio Dio, per il dono della tua Incarnazione, Passione, Morte e Risurrezione, contemplo, adoro e prego.
Santissima Trinità, Misericordia infinita, io confido e spero in Te.

Nelle rivelazioni di Maccio, quando la SS. Trinità parla della Chiesa ha espressioni profonde per dottrina teologica, ma dolcissime per il linguaggio che usa e le situazioni a cui si riferisce.

Nella preghiera1 N. 19 dedicata agli sposi esordisce rivolgendosi alla Chiesa, dicendo:

L’Amore Sponsale,
figlia mia Chiesa, Sposa mia Chiesa, è immagine dell’Amore
che da sempre sussiste in Noi, in Noi Trinità Misericordia.

È proprio un linguaggio intimo, come fra due sposi, che si riconoscono e si contemplano; poi evidenzia che per il grande Dono dell’Incarnazione, nella realtà umana, la comunione che esiste nella Chiesa, di cui Cristo è il capo e noi le membra, ci permette di intuire e assaporare l’Amore che caratterizza i rapporti interni della SS. Trinità:

Immagine tu sei nel tempo di ciò che Noi siamo da sempre

e continua dicendo agli sposi:

Noi, Trinità Misericordia, scendiamo a voi nella Chiesa, mia figlia e mia sposa.

Questa Chiesa, che Gli è figlia e sposa ci raccoglie tutti, buoni e cattivi, di ogni razza e cultura, ma c’è una creatura che da sola ci rappresenta tutti e nel modo migliore, come dice in varie preghiere:

Maria, Tu Vergine Immacolata, sei il Dono della Misericordia e riflesso eterno della Sua Luce.
Immagine della Chiesa pura e santa, ne sei Tu, o Immacolata, la porta che s’apre alla Luce che la illumina.

Ed è proprio Maria SS. a intercedere per la Chiesa e a chiedere alla Trinità:

Voi, Trinità Misericordia, … stendete sempre la vostra Mano Onnipotente sulla Chiesa affinché sia guida sicura per i fratelli di Mio Figlio,

Tu hai voluto la Tua Chiesa Immacolata e, nel riflesso della Donna, le hai indicato sulla terra l’immagine che era e che sarà!

Nella preghiera n. 12 che ci suggerisce come pregare, quali parole usare, che cosa chiedere, mette sulle nostre bocche l’invocazione che il santo papa Paolo VI ci ha insegnato Madre della Chiesa: proteggila!

IL DIFFICILE COMPITO DELLA CHIESA E DEI SACERDOTI

A questa Chiesa, che negli Scritti è presentata soprattutto nella figura sponsale, è riservato il difficile compito di discernere la volontà di Dio, di accompagnare il popolo, il gregge, verso la salvezza.
Mons. Ivan Salvadori, Vicario della Diocesi di Como, che conosce e ha approfondito per anni tutti gli Scritti del Messaggero, sottolinea:
«Forte è l’invito al recupero dell’unità della Chiesa, della comunione tra di noi appunto perché discepoli dello stesso maestro. L’obbedienza e la comunione permettono alla Chiesa di essere feconda. Questo è un invito che ripetutamente ci è dato di accogliere negli Scritti».

Viene richiamata spesso l’esigenza di tornare all’unità, a pregare perché la Chiesa sia una, si spogli dei miraggi del mondo e si conformi a Cristo. E poiché nella Chiesa i sacerdoti hanno il dovere di essere “servi del Signore”, come la Vergine Maria, sono molto forti i richiami a non disperdere le loro energie in attività organizzative a scapito della loro interiorità, della preghiera, dell’annuncio evangelico. 
«Si può dire – spiega Mons. Ivan – che gli scritti parlino soprattutto di loro. Parlano di noi perché noi sacerdoti siamo la mediazione di cui il Signore ha dovuto aver bisogno per raggiungere il gregge».

Rivolgendosi al Messaggero il Signore chiede: “Prega per i miei figli Sacerdoti, offri per loro. Essi non vivono il dono fatto a me. Sono presi da tanti aspetti umani e non si ricordano del gregge! Non vivono il sacrificio del Dono di Me stesso durante la S. Messa… E i Sacerdoti brucino d’Amore del mio stesso Amore, si compenetrino così intimamente in me da offrirsi in me per amore del proprio gregge!”

LA TRINITÀ MISERICORDIA IMPLORA LA CHIESA

Lo sguardo concreto della SS. Trinità sulla situazione attuale della Chiesa, sul comportamento di noi sacerdoti e dei fedeli, condizionati come siamo da una cultura atea, si trasforma in una autentica supplica accorata che don Walter Crippa, in una meditazione dell’ottobre 2020, ci ha letto prendendola dagli Scritti del Messaggero:

«Noi, Misericordia, vorremmo riversare sulle anime una infinità di grazie, ma esse vivono lontano da noi, come se non esistessimo. Anzi, e questo trafigge l’essenza della nostra Carità, Ci ignorano. (139).
Per molte anime addirittura non è valsa la mia opera redentrice! Essa produce per tutti effetti di Salvezza gratuita, ma tali anime – quale tristezza – la rifiutano ed io non posso far Nulla.
Possa, la mia Chiesa, far vivere nel cuore del mio gregge l’Amore che Noi, Trinità Misericordia, riversiamo su di esso.
Oggi Noi stessi veniamo a voi perché la nostra creatura, nonostante il Dono di Mia Madre, è sempre più lontana da noi!
Nel più orribile Male, si fa essa stessa Misericordia per sé, ingannata dal nostro amato angelo ribelle2 [il Diavolo], che per sempre si schierò contro di Noi! Nostra Chiesa, nostra Sposa, Grida a tutti l’amore disperato, la Carità donata in eterno della Trinità Misericordia! Noi così stiamo facendo.
Nessuna Nostra Creatura è fuori dalla Nostra Luce che è Vita, se si affida a Noi Misericordia.
La Mia Chiesa non è come desideravo che fosse. Metta al centro NOI MISERICORDIA.
Altro non facciano i miei ministri che portare NOI MISERICORDIA al popolo assetato.
Si spoglino di ogni miraggio e vadano diritti verso la Fonte, se ne abbeverino essi prima di tutto e, senza indugio, ci portino al Mondo. IL CUORE DELL’AMORE DONATO E VIVO NELL’EUCARISTIA È QUELLO DI NOI MISERICORDIA. CHIEDIAMO ANCORA CHE QUESTO SIA IL CENTRO DI TUTTO, A COMINCIARE DA QUESTA DIOCESI CHE MUORE NEL DESERTO, QUALE SIMBOLO DI QUESTE CHIESE, E POI SI ESTENDA A TUTTO IL MONDO. ALLA MIA FIGLIA E MADRE DELLA MISERICORDIA ABBIAMO AFFIDATO L’ULTIMO ACCORATO SOSTEGNO AL MONDO PRESENTE!».3

don Ferdinando Colombo, salesiano


1 Il Vescovo di Como, card. Oscar Cantoni ha pubblicato un libro che contiene 20 preghiere fiorite in questa rivelazione. Vedi https://donferdinandocolombo.it/sstrinitadimaccio/lepreghieredimaccio/

2 “nostro amato angelo ribelle” è il nome che la SS. Trinità dà al Diavolo: Dio è Amore e non può non amare! Vale anche per noi quando siamo in peccato. Ed è proprio la forza di questo amore che ci porta a conversione. Se il Diavolo, angelo decaduto per aver rifiutato il piano di Dio per salvare l’uomo con l’Incarnazione, quindi per aver rifiutato il volto di Dio Misericordia, non si converte e imperversa contro di noi, dobbiamo prendere coscienza della terribile gravità di ogni nostro compromesso che lascia spazio al Diavolo.

3 Il carattere maiuscolo è negli Scritti originali e ci aiuta a dare importanza ad alcune affermazioni.

Immagine di copertina: Santuario della SS. Trinità Misericordia di Maccio (CO).

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