Il primo dono: la luce

Prima tappa della Via Creationis

Dopo la presentazione della Via Creationis, ci immergiamo – da questo numero in poi – nelle 8 tappe o stazioni, che ci porteranno a contemplare la bontà di: Luce, Corpi celesti, Cielo, Terra e Mare, Piante, Creature dell’acqua e dell’aria, Creature della terra e infine la bontà di Tutto.

In questa prima tappa della Via Creationis, dedicata alla bontà della luce, ci facciamo aiutare da alcune riflessioni del Card. Gianfranco Ravasi, tratte dal suo volume “Il grande libro del creato. Bibbia ed ecologia”, ed. San Paolo, 2021.

“DIO DISSE: SIA LA LUCE! E LA LUCE FU” (Gn 1,3)

“Voce e luce squarciano il silenzio e la tenebra del nulla per far fiorire l’intero essere creato. L’imperativo divino dà origine al creato con l’elemento primordiale della luce. […] È noto quanto complessa sia l’analisi scientifica di tale realtà, fondamentale per la stessa vita del nostro pianeta. Questa radiazione elettromagnetica percepibile dall’occhio è infatti sottoposta a due diverse interpretazioni. Da un lato, c’è quella corpuscolare, teorizzata già da Newton, e dall’altro c’è quella ondulatoria proposta dal fisico olandese Huygens Christiaan (1929-1695), che riteneva si trattasse di onde dell’etere. […] La fisica quantistica in qualche modo colloca in armonia le due tesi, considerando l’onda elettromagnetica come composta di fotoni, che sono quanti di energia associati alla radiazione luminosa”.

Il mistero attorno all’origine luminosa dell’universo rimane tale, sotto tanti punti di vista, ma resta il fatto che “attraverso la luce si declina il ritmo del tempo quotidiano, scandito appunto dal succedersi di giorno-luce e di notte-tenebra, ritmo non regolato dall’uomo e neppure compreso a pieno, eppure decisivo per la sua vita”. “La vita stessa, infatti, è un venire alla luce. Ed è un vivere alla luce del sole o guidati nella notte dalla luce della luna e delle stelle”.

UN ARCHETIPO UNIVERSALE

“In tutte le civiltà la luce passa da fenomeno fisico ad archetipo simbolico, dotato di un ampio spettro di iridescenze metaforiche, soprattutto di indole religiosa. Già si è visto che per la Bibbia il suo apparire è affidato a un evento sonoro divino, una sorta di Big Bang trascendente che è simile a una teofania luminosa. L’ingresso della luce è destinato a scandire l’incipit assoluto del creato nel suo essere ed esistere.

Anche nell’antica cultura egizia l’irradiazione della luce accompagnava la prima alba cosmica, segnata da una grande ninfea che usciva dalle acque primordiali generando il sole. […] Similmente, l’arcaica teologia indiana dei Rig-veda considerava la divinità creatrice Prajapati come un suono primordiale che esplodeva in una miriade di luci, di creature e di armonie.

Non per nulla, in un altro movimento religioso originatosi di quella stessa terra, il suo grande fondatore assumerà il titolo Sacrale di Buddha, che significa appunto l’illuminato. Anche l’islam sceglierà la luce come simbolo teologico. Tant’è vero che una intera sura del Corano sarà intitolata An Nur la luce”.

LUCE COME SIMBOLO TEO-LOGICO

A differenza di altre civiltà che in modo semplificato identificano la luce solare con la stessa divinità, la Bibbia introduce una distinzione significativa: la luce non è Dio, ma Dio è luce. Si esclude perciò un aspetto realistico panteistico e si introduce una prospettiva simbolica che conserva la trascendenza, pur affermando una presenza della divinità nella luce, che rimane però “opera delle sue mani”.

Dio è luce. Solo nel nuovo testamento la parola “luce” risuona 73 volte. Gesù stesso si presenta così: “Io sono la luce del mondo” (Giovanni 8,12). In questa linea trovi quel capolavoro letterario, teologico che è l’inno che apre il Vangelo di Giovanni, ove il Logos, il verbo, Cristo, è presentato come luce vera che illumina ogni uomo. Per questo anche il fedele diventa luminoso, diventa quindi sorgente di luce, una volta che si è lasciato avvolgere dalla luce divina, come afferma Gesù nel suo celebre discorso della montagna: “Voi siete la luce del mondo, così risplenda la vostra luce davanti agli uomini (Matteo 5,14-16)”.

È interessante entrare nella mentalità di Gesù e dei suoi discepoli, per capire il vero significato del suo essere luce del mondo. Per questo ci immergiamo nella festa autunnale delle capanne, che Gesù e i suoi vanno a celebrare a Gerusalemme. È la “commemorazione della lunga peregrinazione del popolo ebraico nelle lande assolate e desolate del deserto del Sinai, mentre cercava di avvicinarsi alla terra di Canaan, meta dell’esodo dall’oppressione egiziana. Anche Gesù è in città e partecipa in mezzo alla folla alle celebrazioni del tempio.

Uno di questi riti comprendeva l’accensione a sera di grandi falò sulle mura e sugli spazi urbani maggiori. Cosicché Gerusalemme, in quelle notti, era quasi avvolta in un’onda luminosa che squarciava le tenebre. All’improvviso, Gesù leva ora alta la sua parola. Si crea silenzio nell’uditorio.

Egli, forse prendendo spunto proprio da quelle fiamme che si innalzano nel cielo stellato d’oriente, si presenta in modo sorprendente e sconcertante: “Io sono la luce del mondo. Chi segue me non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita” (Giovanni 8, 12). Gesù sembra invitare i suoi ascoltatori a non guardare più a quelle alte fiamme luminose che brillano nella notte gerosolimitana, ma a cercare un’altra luce che permette di non vivere più sotto l’incubo delle tenebre spirituali”.

E allora incamminiamoci, cercando la luce vera e pregando la prima stazione della Via Creationis, così come rielaborata dal Circolo Laudato Si’ nelle Selve di Roma. 

Emanuela Chiang

PREGHIAMO

. Lode a Te, Dio Creatore. . Ti ringraziamo per la Tua magnifica Creazione.

Dal Libro della Genesi (1,1;3,4)

In principio… Dio disse: “Sia la luce!”. E la luce fu. Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre.

Dal Libro della Creazione

All’inizio, circa 14 miliardi di anni fa, ci fu un’esplosione: un vero e proprio Big Bang. Una sacra esplosione. C’era luce, molta luce. L’universo ebbe inizio come un’esplosione primordiale, un’esplosione drammatica che rilasciò luce ed energia stupende. Misteriosamente, una microscopica palla di fuoco esplose, provocando la più colossale delle esplosioni. La materia ardente venne scagliata in tutte le direzioni. Il cosmo cominciò a svolgersi.

Dal Libro dei Salmi

Salmo 19

1 Il Signore sole di giustizia
2 I cieli narrano la gloria di Dio,
e l’opera delle sue mani annunzia il firmamento.
3 Il giorno al giorno ne affida il messaggio
e la notte alla notte ne trasmette notizia.
4 Non è linguaggio e non sono parole,
di cui non si oda il suono.
5 Per tutta la terra si diffonde la loro voce
e ai confini del mondo la loro parola.
6 Là pose una tenda per il sole
che esce come sposo dalla stanza nuziale,
esulta come prode che percorre la via.
7 Egli sorge da un estremo del cielo
e la sua corsa raggiunge l’altro estremo:
nulla si sottrae al suo calore.

℣. Dio vide che la luce era cosa buona.
℟. Quanto è buono tutto il Creato. Sia lodato Dio!

Un momento di silenzio e di riflessione sensoriale sul tema della stazione.

℣. Grazie, Caro Creatore, per il sacro dono della luce.
℟. Amen.

Laudato si’ mi Signore per tutte le tue creature (4v)

Immagine di copertina: Michelangelo Buonarroti, Creazione del Sole e della Luna, Cappella Sistina, particolare. Immagine da Wikimedia Commons.

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