Le rivelazioni di Maccio – 5
settembre 2023
Se nell’esperienza spirituale di Maccio siamo stati colpiti da temi come l’Incarnazione, l’Eucaristia, la presenza costante di Maria, ora che approfondiamo il tema della Misericordia avremo la gioia di fare personalmente l’esperienza di sentirci avvolti dall’abbraccio della SS. Trinità.
Afferma Gioacchino: «Il messaggio per tutti gli uomini è di non temere le proprie ferite, le proprie cadute, anche gravi, ma confidare nella Misericordia Divina».
(i brani racchiusi tra «» sono scritti dal mistico veggente)
Ma attenzione: l’abbraccio della Misericordia va accolto con cuore sinceramente pentito e addolorato, passando per la via dei sacramenti e quindi della Chiesa che è Madre.
Cuore pentito cioè consapevole di aver rotto la relazione con Dio e sciupato i suoi doni.
Cuore addolorato non solo per la vergogna, ma per la piena coscienza del male commesso e delle sue conseguenze in noi e negli altri, ma soprattutto per la sofferenza di Cristo a causa del nostro peccato. Il pentimento e il desiderio di conversione sono tanto più veri quanto più è grande la pena per il nostro peccato.
Che non significa sentirsi perduti. Anzi, significa che si è ascoltata la Voce dello Spirito che è quella di Dio, Padre Misericordioso che ci viene incontro. E che, pur dichiarando giustamente che noi siamo peccatori, ci vede addolorati, ci abbraccia, ci veste di un abito nuovo e ci stimola a ricominciare.
IL PECCATO È NEGAZIONE DEL DIO MISERICORDIA INFINITA
«Gesù non ha cambiato o abolito la Legge, ma ha riportato tutto al Cuore della Legge: la Misericordia».
Che vuol dire lasciarsi attirare da Dio, pentirsi sinceramente e senza timore di Lui, perché si può cadere nel peccato, ma Dio ci rincorre affinché, pentiti, sappiamo capire che il cuore della Legge sono l’Amore e il Perdono.
Ma occorre essere in comunione con Lui, altrimenti percepiamo la Legge come una prigione al nostro io e usiamo la Misericordia come una comoda giustificazione senza limiti al nostro io.
«L’io, il Male che si nasconde in noi se prende questa piega fatta di orgoglio e presunzione e, soprattutto, tremenda e perversa solitudine anche tra la moltitudine, come è per il Diavolo, ci precipita nel relativismo, dove noi stessi ci diamo la legge e ci facciamo simili a Dio.
Solo Dio può dire “Io Sono”».
MISERICORDIA: PIENEZZA DELL’ESSERE DI DIO
«La cosa che ci colpisce di più in tutto questo è che alla SS. Trinità viene dato un nome, non un aggettivo: Misericordia.
Dunque Dio è Amore, l’Amore;
Dio è Carità, la Carità;
Dio è Misericordia, la Misericordia.
In Dio nulla è attributo, ma tutto è nella sua stessa natura: È.
Gesù non si è manifestato solo dicendo “Io sono il Veritiero”, Colui che indica una via, Colui che vi porta alla vera vita, ma ha identificato Se stesso come la Via, la Verità e la Vita!, perché in Dio tutto È».
INCARNATO PER LA NOSTRA SALVEZZA
«Non dimentichiamo mai che Gesù è il Verbo Divino, è Dio Fatto Uomo, – non un uomo in cui Dio ha preso dimora – Gesù è Dio».
Dio per salvarci, ha fatto quello che solo l’onnipotenza poteva fare: la Misericordia, che è l’amore che attira ogni creatura nel suo cuore di Luce, si è incarnata per “non perdere nessuno di quelli che il Padre mi ha affidato”.
«Il fine dell’Incarnazione è la nostra Salvezza Eterna». Gesù lo ha detto chiaramente. Se viviamo con questa prospettiva, anche le nostre opere quaggiù saranno efficaci come le sue, anzi – come Lui ci ha detto – anche di più, perché nella preghiera lo Spirito ci guiderà nell’agire e alla Verità, così che anche mentre siamo in questo mondo potremmo sperimentare quanto un giorno vivremo nei cieli.
Sì, perché anche questo Gesù ci ha ricordato: un giorno saremo giudicati sull’Amore, sulla Misericordia, sulla Carità e, come Egli ha detto, vi è una conseguenza per queste nostre scelte di vita: il Paradiso, il Purgatorio, l’inferno; queste sono verità di fede.
DALL’EUCARISTIA, L’ACQUA VIVA DELLA MISERICORDIA
Dunque il messaggio stupendo che ci viene ricordato – tra lo stupore, la meraviglia di fronte all’amore di Dio, perchè l’abbiamo un po’ dimenticato, – è quello di «non temere di accostarci al trono della Grazia, all’Altare da cui sgorga l’acqua della Misericordia, – come ci ricorda il segno dato più volte in Santuario – attraverso l’Eucaristia, dono vivente della presenza di Dio, della Misericordia, di Gesù, Volto della Misericordia, che ci aiuta a rimanere saldi nella Verità che è Dio stesso! Nessuno è perduto se confida, sinceramente pentito, nella Divina Misericordia, che è Dio stesso».
Ognuno di noi, può essere il buon ladrone, che consapevole del suo errore, accoglie la pena e si accorge che Dio, gli si è fatto vicino fino a prendere la sua stessa pena, pur senza peccare, pur di attendere il suo “sì” a Lui. E sinceramente pentito, finalmente si sentirà dire “Oggi stesso sarai con me in Paradiso”. Ecco dove arriva la Misericordia.
Lasciamoci meravigliare da Dio Trinità Misericordia, Amore, Carità, Misericordia, Grazia trascendente, Verità che ci fa liberi rivelandosi in Cristo, nostro Salvatore e Signore nella comunione dello Spirito Santo!
La preghiera sgorga inarrestabile dal nostro cuore:
Gesù, Confido in Te,
Mio Signore e Mio Dio
per il dono della Tua incarnazione Passione, Morte e Risurrezione,
contemplo, adoro e prego:
Santissima Trinità Misericordia Infinita, io confido e Spero in Te!
Don Ferdinando Colombo, salesiano
Immagine di copertina: croce e altare del Santuario della SS. Trinità Misericordia di Maccio di Villa Guardia (CO).
Preghiera per giungere a perfetta santità
Signore,
dammi il dono della santa Pazienza,
della santa Obbedienza,
della santa Carità,
della santa Purità!
Fa che nulla io tenga per me, ma che io viva per Te.
L’unico mio vanto sia la tua presenza,
la tua Misericordia che guarda al mio cuore peccatore
e ciò mi riempia di gioia
perché io mi lasci meravigliare da Te!
Misericordia infinita, io confido e spero in Te.




