Don Bosco oggi

Abbiamo ripreso in mano la nostra vita

A oltre quattro anni dall’inizio della guerra, don Mykhaylo Chaban, Ispettore dei Salesiani in Ucraina, racconta come i giovani ucraini abbiano «ripreso in mano la propria vita»: scuola, sport, fede. Tra le iniziative più originali, la prima squadra ucraina di amputee football, nata per accompagnare chi ha perso un arto in guerra. Don Mykhaylo riflette anche sulle divisioni nell’ortodossia ucraina e sul senso di una pace che non può prescindere dalla giustizia. «Il compito più importante non sarà solo ricostruire case e città, ma ricostruire il cuore delle persone».

Sacro Cuore e dintorni

Maria ci parla del suo Cuore Immacolato

Nel ciclo delle rivelazioni in corso al Santuario della SS. Trinità Misericordia di Maccio, la voce di Maria spiega il senso del proprio Cuore Immacolato: dono che scaturisce dal Cuore della Trinità in vista dell’Incarnazione, mai da anteporre a quello del Figlio. «Quello si adora, quello di mio Figlio! Del mio, Dio ne ha voluto fare un dono… Solo Dio, figlioli, si adora!». Un invito a contemplare l’Amore di Dio attraverso il Cuore di Maria, culla del Cuore umano di Gesù e via privilegiata verso la Misericordia della Santissima Trinità.

Vita del Santuario

Don Pierluigi Cameroni nuovo Direttore dell’Associazione Opera Salesiana del Sacro Cuore

Dal dicembre 1955 salesiano, don Pierluigi Cameroni è il nuovo Direttore dell’Opera Salesiana del Sacro Cuore. Formatore per 25 anni a Nave (Brescia), Animatore spirituale mondiale dell’ADMA dal 2007 al 2020, dal 2010 è Postulatore Generale delle Cause dei Santi della Famiglia Salesiana: sotto la sua guida sono giunte a compimento 66 cause, tra cui le canonizzazioni di Artemide Zatti e Maria Troncatti. Autore di numerosi volumi su santità e spiritualità salesiana, guida ora l’Opera con lo sguardo rivolto al «Cuore eucaristico e misericordioso di Gesù».

Carlo Acutis
Testimoni della fede

Carlo Acutis: Eucaristia, autostrada per il cielo

Quella di Carlo Acutis è una delle meraviglie più incredibili che Dio ha fatto sorgere nella Chiesa negli ultimi tempi. Non si può restare indifferenti di fronte alla fede e all’entusiasmo di questo ragazzo, nato a Londra nel 1991 e morto a Monza nel 2006, che in brevissimo tempo è arrivato al massimo onore degli altari: è stato canonizzato il 7 settembre 2025 da Papa Leone XIV. La sua memoria liturgica ricorre il 12 ottobre, giorno della sua nascita al cielo.

Soprannaturale quotidiano

La guarigione miracolosa di mio marito

Nel luglio 2012 il marito di Loreta, Luciano, viene ricoverato d’urgenza: una grave emorragia, il blocco renale, giorni sospesi tra la vita e la morte. Loreta prega senza sosta, percependo anche la presenza del fratello scomparso Carmine, «disceso dall’alto» insieme a una schiera di Santi. Un anno dopo, proprio nel giorno della Madonna delle Grazie, Luciano rinasce. «Ho compreso che era stato graziato», racconta Loreta, che oggi ringrazia la Madonna, Giovanni Paolo II e tutte le anime che vegliano sulla sua famiglia.

Attualità

Il mio addio a tutti gli associati dell’Opera Salesiana del Sacro Cuore

Nel suo 90° anno di vita, don Ferdinando Colombo saluta gli oltre 15mila associati dell’Opera Sacro Cuore dopo 18 anni di guida. Annuncia il nuovo Direttore, don Pierluigi Cameroni, e lascia in eredità tre tesori: la rete di preghiera reciproca, il culto eucaristico al Sacro Cuore e la consacrazione al Cuore di Maria. «Mi affido alla vostra preghiera», scrive, affidandosi con fiducia al grande incontro finale. Un commiato pieno di gratitudine, che chiude un cammino di fede condiviso con migliaia di famiglie.

Testimoni della fede

Padre Martino Capelli: il martirio non si improvvisa

La domanda di martirio che Martino Capelli scrive alla Madonna di Guadalupe nel 1931 non è un impulso, ma il frutto di una vocazione maturata negli anni. Nei suoi Scritti spirituali il martirio è presenza costante: desiderio di offrirsi «quando, dove, come» Dio vorrà. La sua consacrazione a Maria – «essere tutto di Gesù per Maria» – orienta ogni scelta. Alla Botte di Pioppe di Salvaro il suo olocausto si compie: braccia aperte, benedice gli innocenti colpiti dall’odio. Il martirio non fu un caso, ma il compimento di una vita donata.

Attualità

Icona di Monte Sole: nella luce della Risurrezione

L’icona, collocata a Casaglia di Monte Sole, mostra il Cristo risorto che spezza le porte della morte e trae con sé Adamo ed Eva, segno che la vita rinasce dove tutto sembra perduto. Accanto ai giusti dell’Antico Testamento compaiono le vittime degli eccidi del ’44: donne, bambini, anziani e i loro pastori martiri, da don Ubaldo a don Elia e padre Martino. È l’umanità ferita che Cristo afferra per mano. Monte Sole diventa così un’icona vivente della Pasqua: la vittoria della Croce e la beatitudine dei piccoli che oggi ci accolgono “della vita che non finisce”.

Testimoni della fede

Il viaggio del «caro librettino»: il diario di don Elia Comini

Il diario di don Elia Comini, iniziato a Valsalice il 31 dicembre 1927, è più di un taccuino: è lo specchio in cui educa se stesso alla santità. Dalle prime pagine, segnate da una “trasparenza ottimista”, fino ai propositi più esigenti degli anni della formazione, emerge un’anima che si offre come “vittima espiatoria”. L’ultima nota del 22 luglio 1944, scritta a Salvaro, rivela il sacrificio finale della volontà. Questo diario, riemerso nel 1980, mostra che il martirio fu il compimento di un lungo cammino interiore, la luce di «Elia con il sole sul cuore».

Testimoni della fede

Don Elia Comini, educatore secondo il cuore di Don Bosco

Don Elia Comini fu un educatore buono e paziente, capace di unire disciplina e amicizia. A Chiari e Treviglio accompagnò soprattutto gli studenti più fragili, senza mai umiliarli: «con quelli più ritardati usava tutta la sua bontà e pazienza». Nel cortile diventava guida e confidente, “una chioccia” attorno a cui i ragazzi si stringevano. La sua autorevolezza nasceva dalla carità quotidiana, documentata nei suoi propositi: «il principale sarà la carità». La sua pedagogia della presenza trovò compimento nel dono totale della vita a Monte Sole.

Attualità

Programma della Beatificazione

Il programma delle celebrazioni per la beatificazione dei martiri di Monte Sole (19 settembre–13 ottobre 2026) intreccia memoria, preghiera e impegno di pace. Mostre, conferenze e presentazioni aiutano a riscoprire la testimonianza di don Ubaldo Marchioni, don Elia Comini e padre Martino Capelli. I giorni del loro martirio sono segnati da pellegrinaggi, Messe e commemorazioni nei luoghi dell’eccidio, fino alla solenne beatificazione del 27 settembre in San Petronio. Un cammino ecclesiale che unisce storia, fede e riconciliazione.

Testimoni della fede

Don Ubaldo Marchioni: il buon pastore di Monte Sole

Don Ubaldo Marchioni, 26 anni, parroco di San Martino e Casaglia, scelse di restare accanto alla sua gente mentre Monte Sole veniva accerchiato. «Se resta la mia gente, io debbo restare con loro», disse rifiutando la fuga. Il 29 settembre 1944 guidò i suoi parrocchiani nella preghiera, cercò di proteggerli e di mediare con le SS, ma fu separato dal gruppo e ucciso ai piedi dell’altare, accanto alla pisside forata dai proiettili. La sua vita, segnata da fraternità sacerdotale e dedizione totale, si compì nel sacrificio condiviso con il suo popolo.

Testimoni della fede

Don Elia Comini e Padre Martino Capelli: fratelli nel martirio

Il 29 settembre 1944, mentre le SS devastano Monte Sole, alla Creda vengono uccise 69 persone, «la più piccola di 14 giorni». I superstiti raggiungono Salvaro e don Elia Comini, unico sacerdote in grado di decidere, «ancora in paramenti sacri, prostrato all’altare», prepara tutti alla morte e nasconde decine di uomini salvandoli. Con padre Martino Capelli sceglie poi di andare incontro ai feriti: «Dobbiamo andare; il Signore ci chiama». Catturati, torturati e infine uccisi alla Canapiera il 1° ottobre, trasformano la loro ultima ora in preghiera: don Elia intona le Litanie, padre Martino muore benedicendo. Il loro martirio resta «atto finale di una vita santa, tutta spesa nel bene».

Attualità

La memoria ecclesiale degli eccidi di Monte Sole

Il massacro di Monte Sole (29 settembre–5 ottobre 1944), in cui furono uccise 780 persone, rimase a lungo avvolto da un silenzio pesante: «i superstiti non riuscirono più a tornare a vivere nei luoghi devastati» e la memoria pubblica si spostò su Marzabotto, separando «luogo della storia» e «luogo della memoria». Solo dagli anni Settanta la Chiesa di Bologna iniziò a rileggere quei fatti, grazie a figure come mons. Dardani e don Gherardi, fino a riconoscere nei cinque sacerdoti uccisi una testimonianza di fede condivisa «non per le comunità, ma con le comunità». Monte Sole oggi è un luogo teologico che interroga ancora il silenzio di Dio davanti all’innocenza schiacciata.

Testimoni della fede

Don Elia Comini – Padre Martino Capelli – Don Ubaldo Marchioni

Don Elia Comini, salesiano, donò la vita come “buon pastore” restando accanto alla sua gente durante gli eccidi di Monte Sole. Catturato mentre portava l’Eucaristia ai feriti, fu umiliato, torturato e ucciso il 1° ottobre 1944, pregando e gridando “Pietà!”. Accanto a lui morì padre Martino Capelli, dehoniano, che negli ultimi istanti invocò “Perdono” e tracciò un grande segno di croce. Don Ubaldo Marchioni, giovane parroco, cadde il 29 settembre ai piedi dell’altare per proteggere le Ostie consacrate. Tre vite consumate nell’amore pastorale fino al martirio.

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