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Il Santo del giorno

 

Gennaio 2022
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17 Novembre

Nome: GIORDANO

S. GIORDANO ANSALONE
Domenicano (1598-1634)

 

Nato in Sicilia, ad Agrigento, nel 1598. Studente presso i domenicani di Sicilia. Nel 1625 si fa’ domenicano e s’imbarca in Spagna dove è ordinato sacerdote. Poi parte per il Messico, che all’epoca è colonia spagnola. Lavora per qualche tempo nella capitale e poi riparte attraverso il Pacifico: quattro mesi di navigazione ed eccolo nelle Filippine. Il suo campo di lavoro nelle Filippine è dapprima il Nord dell’isola di Luzon. Più tardi ritorna a Manila per l’assistenza religiosa agli immigrati cinesi, sta con loro, insegna e impara, studia lingue, costumi e culti orientali, sicché poi diventa maestro dei missionari destinati alla Cina. Ma il traguardo suo si chiama Giappone. Qui il cristianesimo, portato da S. Francesco Saverio (1549) nel 1600 aveva quasi un milione di seguaci. Ma per essi è cominciata la Via Crucis. Sul Paese regna di nome l’imperatore, ma di fatto comanda lo shogun. Questo titolo indicò dapprima un incarico temporaneo ed è poi diventato ereditario nella potente famiglia Tokugawa. Il primo shogun della casata, leyasu (1546-1616), favorisce dapprima gli scambi con l’Occidente e non combatte i cristiani. Ma gravi incidenti provocati da stranieri lo spingono verso la politica dello Stato chiuso agli occidentali (tranne gli olandesi, però controllatissimi), e verso la lotta attiva al cristianesimo, visto come dottrina nemica. Già nel 1597 erano stati crocifissi a Nagasaki 26 tra missionari e neofiti. Ma dal 1616 la persecuzione diventa generale e la comunità cristiana è sconvolta. A questo punto fra Giordano decide: “Vado in Giappone”. Sa ciò che lo aspetta. Arriva a Nagasaki travestito da mercante, con altri tre sacerdoti. Riprende l’evangelizzazione clandestina nei villaggi, dà coraggio ai cristiani. Ma nell’agosto 1634 viene catturato insieme al domenicano fra Tommaso Nishi. Prima della condanna a morte ci sono mesi di torture per loro e per Marina di Omura, una terziaria domenicana giapponese che li ha ospitati. Altri missionari e fedeli vengono intanto uccisi. Marina è messa a morte l’11 novembre, fra Giordano e fra Tommaso il 17 novembre. Tutti e tre verranno canonizzati a Roma nel 1987 da Giovanni Paolo II.

17 Novembre

Nome: ELISABETTA

S.ta ELISABETTA D’UNGHERIA
Religiosa (1207-1231)

 

Suo padre era il re Andrea II d’Ungheria, il quale la diede in sposa assai giovane al duca Ludovico IV di Turingia. Vivace di carattere, appassionata alla preghiera, visse con il marito un’unione assai felice: gentile e affettuosa lei, delicato e pieno di attenzioni lui. La loro fedele donna di servizio Isentrude scrisse: “Si amavano di un amore meraviglioso e si incoraggiavano dolcemente l’un l’altra a amare, servire e lodare Dio”. Al matrimonio si era presentata vestita in modo umile e dimesso, priva dei gioielli richiesti dal suo rango. Alla suocera che le faceva notare la sua poca eleganza, rispose, additando il Crocifisso: “Come posso cingere una corona di perle, quando lui è soltanto coronato di spine?”.
Madre di tre bambini, mentre si dedicava al marito e ai figli, e alla preghiera prolungata, come aveva sempre fatto fin dalla sua più tenera età, prese a occuparsi dei poveri, dei malati, degli appestati, impegnandosi contro ogni ingiustizia fatta al suo popolo, assecondata dal marito nella sua opera. Morto Ludovico IV in una crociata, ventenne, lasciò la corte con i suoi tre bambini, a ciò costretta dalla cupidigia dei cognati e dai rancori di chi mal sopportava il suo stile di vita così contro corrente e tutto ispirato al Vangelo di Gesù. Vedova, ebbe così a patire molte sofferenze, la privazione dei suoi figli, l’allontanamento dalla corte, la povertà. Distribuì ai poveri quanto le restava, poi vestì il saio di S. Francesco, per darsi tutta al Cristo Crocifisso e servirlo ancora di più nei suoi poveri e nei malati, nell’ospedale che ella stessa aveva fatto erigere a Marburgo. Con un’austerità superiore alle sue forze, visse i suoi ultimi quattro anni da autentica religiosa. Morì il 17 novembre 1231, a soli 24 anni. Appena quattro anni dopo la sua morte, nel 1235, Papa Gregorio IX la iscrisse tra i santi.