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Il Santo del giorno

 

Maggio 2020

6 Aprile

Nome: ANGELO

LUNEDI’ DELL’ANGELO

 

Dall’Incarnazione all’Ascensione, la vita di Gesù è circondata dal servizio degli angeli. Il loro canto di lode alla nascita di Cristo non ha cessato di risuonare nella lode della Chiesa: “Gloria a Dio…” (Lc 2,14). Essi proteggono l’infanzia di Gesù, servono Gesù nel deserto, lo confortano durante l’agonia, annunziano la Buona Novella dell’Incarnazione e della Risurrezione di Cristo. Anche ora tutta la vita della Chiesa è aiutata in modo misterioso e potente dagli angeli. Nella liturgia, noi ci uniamo agli angeli per adorare il Dio tre volte santo; invochiamo la loro assistenza nell’ “In Paradisum deducant te angeli…” – In paradiso ti accompagnino gli angeli – della Liturgia dei defunti. Celebriamo la memoria di alcuni angeli in particolare (San Michele, San Gabriele, San Raffaele, gli Angeli custodi). Dall’infanzia fino alla morte la vita umana è circondata dalla loro protezione e dalla loro intercessione. “Ogni fedele ha al proprio fianco un Angelo protettore per condurlo alla vita”.
L’Angelo della risurrezione è ricordato nel vangelo di Luca (24,1-10): “Il primo giorno dopo il sabato, di buon mattino, si recarono alla tomba, portando con sé gli aromi che avevano preparato. Trovarono la pietra rotolata via dal sepolcro; ma, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù. Mentre erano ancora incerte, ecco due angeli apparire vicino a loro in vesti sfolgoranti. Essendosi le donne impaurite e avendo chinato il volto a terra, essi dissero loro: Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risuscitato. Ricordatevi come vi parlò quando era ancora in Galilea, dicendo che bisognava che il Figlio dell’uomo fosse consegnato in mano ai peccatori, che fosse crocifisso e risuscitasse il terzo giorno”. Ed esse si ricordarono delle sue parole, e, tornate dal sepolcro, annunziarono tutto questo agli Undici e a tutti gli altri. Erano Maria di Magdala, Giovanna e Maria di Giacomo. La Pasqua di Resurrezione cade sempre in domenica. In molti posti coloro che si chiamano Angelo, Angela, festeggiano il lunedì detto dell’Angelo.

6 Aprile

Nome: PIERINA

Beata PIERINA MOROSINI
Vergine e Martire (1931-1957)

 

Nata il 7 gennaio 1931 a Fiobbo di Albino (Bergamo) e cresciuta in un ambiente di alta vita spirituale incarnata nella famiglia, Pierina si aprì con amore alla vita parrocchiale, all’Azione Cattolica e all’apostolato vocazionale. Ragazza di 26 anni, uscita dalla fabbrica in cui lavora, un cotonificio della Val Seriana (Bergamo), percorre tranquilla il sentiero che sale verso casa. Improvvisamente viene aggredita da un corteggiatore; resiste, subisce violenza, resiste disperatamente, ma viene brutalmente percossa e infine uccisa. E’ il 4 aprile 1957.
Era la prima di nove figli. Ben presto, terminate le scuole, dopo aver frequentato una scuola di taglio e cucito, era stata assunta come operaia tessile nello stabilimento di Albino: manteneva con il salario la numerosa famiglia. Il padre infatti già da un po’ era inabile al lavoro e la madre riusciva a stento e con immane fatica ad accudire alla numerosa famiglia. Pierina trova il tempo per seguire i fratelli e per dedicarsi alle pratiche di pietà. Lo Spirito di Dio lavorava in lei, e lei non faceva che corrispondere con umile, generosa adesione. In un piccolo diario riporta frasi che l’avevano particolarmente colpita e che fa proprie, come punti di riferimento per il suo cammino spirituale. Aveva imparato a nascondere i suoi dolori sotto il sorriso, per aver maggiore merito, e lo insegnava anche ai fanciulli. La sorella minore racconta che un mattino di febbraio aveva un piede così gonfio da non potere calzare lo zoccolo. I genitori volevano tenerla a casa, perché il sentiero per andare al lavoro era ghiacciato e sdrucciolevole, ma ella si alzò, come di solito alle quattro. La sorella racconta dell’unico viaggio compiuto nella sua vita: nell’aprile 1947 partecipa a Roma al pellegrinaggio per la beatificazione di Maria Goretti. E’ come un presagio: come la piccola Maria, anche la Morosini, ragazza semplice e decisa, difenderà la sua personalità di donna e di cristiana a costo della vita.

6 Aprile

Nome: CELESTINO

S. CELESTINO I Papa († 432)

 

Nacque probabilmente in Campania. Fu ordinato sacerdote a Roma, visse un po’ di tempo a Milano e nel 422 fu eletto Papa. Celestino fu in relazione con S. Agostino fin dal 390 e ricevette da lui una lettera assai cordiale, che si può datare negli anni 416-418. Morto il Papa Bonifacio I, il 4 settembre 422, Celestino fu elevato al soglio papale il 10 settembre 422: il suo papato, durato dieci anni, fu molto attivo. A Roma impose ai novaziani la chiusura delle loro chiese. Restaurò la basilica Giulia, l’attuale S. Maria in Trastevere, danneggiata durante il sacco di Alarico (410) e la consacrò dotandola di ricchi doni. Celestino difese energicamente il diritto della sede Apostolica di ricevere appelli da parte di ogni fedele. Intorno al 424 scrisse ai vescovi dell’Illirico in difesa di Felice, vescovo di Apollonia. Con altrettanto zelo Celestino difese la purezza della fede contro gli errori pelagiani e semipelagiani e contro quelli di Nestorio. Prese le di-fese di s. Agostino, morto l’anno precedente (28 agosto 430), con parole che consacrarono definitivamente l’autorità del santo Dottore della Chiesa. Energico comportamento tenne nei confronti di Nestorio il quale pretendeva che Maria fosse chiamata “Madre di Cristo”, non già “Madre di Dio”. Nel Concilio romano, tenuto nell’agosto 430, Celestino condannò gli errori di Nestorio e gli impose di sconfessarli entro dieci giorni dall’intimazione della sentenza. L’imperatore però volle che la questione fosse decisa da un concilio, che si raccolse ad Efeso nel 431. Quando Celestino mandò i suoi legati, che avevano soltanto il compito di salvaguardare i diritti della Sede Apostolica, questi giunsero ad Efeso quando il Concilio aveva già condannato e deposto Nestorio, ma vollero che la decisione del Concilio romano fosse considerata definitiva, “ben sapendo che Pietro è alla testa della fede comune e di tutti gli apostoli”. Il Papa nelle lettere dirette ai padri conciliari, all’imperatore, al nuovo patriarca Massimiano, al clero e al popolo di Costantinopoli espresse tutta la sua esultanza per il trionfo della verità sull’errore e inviò molti evangelizzatori in Europa. Morì il 27 luglio 432. Nel Martirologio Romano è ricordato il 6 aprile; ora lo si ricorda il 27 luglio.