Share |

Il Santo del giorno

 

Maggio 2020

11 Aprile

Nome: GEMMA

S.ta GEMMA GALGANI
Vergine († 1903)

 

Nata a Camigliaio, dal dottor Enrico Galgani, farmacista del paese. Dietro apparenze, più che normali si nasconde una Santa straordinaria, una mistica in continuo, affettuoso colloquio con Gesù, una contemplativa che prega con la semplicità di un fanciullo e la penetrazione di un teologo, un’anima candida che, fin da bambina, annota sui quadernucci di scuola i pensieri e le preghiere di ogni giorno. Parla col suo Angelo custode e gli dà anche incarichi delicati, come quello di recapitare a Roma la corrispondenza coi suoi direttori spirituali. Le lettere, misteriosamente, giungevano a destinazione senza passare attraverso le Poste del Regno! Presto Gemma rimane orfana, quasi abbandonata, nella più squallida miseria. Malata, si riduce in fin di vita. Sanata miracolosamente, la chiamano, nella città cinta dalle mura alberate, “la ragazzina della grazia”. Presto si viene a sapere che i suoi guanti neri e il suo abito scuro e accollato nascondono i sigilli della Passione. Queste stigmate si aprono, dolorose e sanguinanti, ogni settimana, la vigilia del venerdì.
Accolta come una figlia nella casa del Cavalier Matteo Giannini, vi conduce una vita ritirata. Ma le strepitose manifestazioni della sua santità superano le mura della casa borghese. Opera conversioni, predice avvenimenti, cade in estasi, suda sangue; sul suo corpo, oltre ai segni dei chiodi, appaiono le piaghe della flagellazione. Davanti a lei gli scienziati non riescono a nascondere il loro imbarazzo. Perfino i direttori spirituali non sanno come giudicare la straordinaria fanciulla; la sospettano di mistificazione; parlano di isterismo o di suggestione, chiedono prove, esigono obbedienza. Soltanto lei, Gemma, non dice nulla, o meglio, dice sempre di sì. Non chiede nulla; o meglio, chiede a Gesù, per sé, più dolore, ancora dolore, sempre più dolore. E per gli altri chiede, la conversione e la salvezza. Era un Sabato Santo, nell’anno 1903, quando Gemma Galgani moriva, a 25 anni, divorata dal male, ma chiedendo, fino all’ultimo, ancora dolore.

11 Aprile

Nome: STANISLAO

S. STANISLAO
Vescovo e Martire (1030-1079)

 

Nato a Cracovia nel 1030, Stanislao si era laureato a Parigi, e quando tornò in patria alla morte dei genitori si trovò erede di un vistoso patrimonio, che donò ai poveri per potersi dedicare al servizio di Dio in libertà e purezza. Ordinato sacerdote, diventato canonico della cattedrale, nel 1072 venne consacrato Vescovo della città natale, in un’epoca nella quale la Chiesa era quasi ovunque impegnata nella lotta contro le ingerenze dei Sovrani. Il re di Polonia, Boleslao II detto l’Ardito, era un fortunato condottiero militare, ma la sua vita privata si faceva sempre più scandalosa. Il Vescovo di Cracovia, Stanislao, fu l’unico che osò rimproverare al potente sovrano la sua sconveniente condotta. Quando il re fece rapire la virtuosa sposa di un nobile polacco, di cui si era invaghito, il gesto indignò la nobiltà del paese, che chiese ai Vescovi di intervenire presso il Sovrano. Soltanto Stanislao ebbe il coraggio di recarsi di nuovo dal re, supplicandolo di tornare sulla retta via, per evitare la condanna della Chiesa. La reazione di Boleslao fu furibonda. Giurò di vendicarsi sul Vescovo, e lo fece intentandogli un processo per contestare al prelato l’acquisto di certi possessi.
Il processo non si concluse con la condanna del Vescovo, ma continuò sempre più difficile, la lotta contro il malcostume del sovrano. Scomunicato, Boleslao seguitò a recarsi in chiesa. Stanislao diede ordine di interrompere le sacre funzioni al suo ingresso, e ciò aumentò la furia del re contro Stanislao. Mandò le sue guardie per ucciderlo: il Santo celebrava all’altare, e i soldati non riuscirono a raggiungerlo, quasi fermati da una forza misteriosa. Fu allora lo stesso re, a levare sul Vescovo la spada sacrilega. Il corpo del Martire restò per tre giorni privo di esequie, ma si narra che uno stormo di aquile scendesse dal cielo per difenderlo.