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Il Santo del giorno

 

Febbraio 2020
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19 Dicembre

Nome: DARIO, DARIA

S. DARIO Martire (dei primi secoli) e
S.ta DARIA Martire (III sec.)

 

La vicenda di S. Dario, festeggiato il 19 dicembre, è scarna e sommaria, senza frange di tradizioni posteriori né ciondoli di fantasiosi abbellimenti. Si trova soltanto il suo nome, in un gruppo di altri nomi: Dario, Zosimo, Paolo e Secondo. Tutti e quattro Martiri, ma non si sa quando, né si è sicuri dove; i Martirologi fanno il nome della città di Nicea, in Bitinia. E’ poco, troppo poco. Ma a noi interessa soprattutto cogliere una presenza, che certamente farà piacere a quanti, tra i credenti, ripetono il nome di Dario. Un nome regale e temuto, che suona alto nella storia profana delle antiche età. Ma anche il nome di un Martire, che rifulge chiaro, anche se fuggevole, nella storia della santità.
Santa Daria, invece, è ricordata il 25 ottobre; era egiziana, di Alessandria mentre il marito era di Atene. Cristiani ambedue, osservarono, nel loro matrimonio, la continenza più assoluta. Suggellarono la propria fede con il martirio, che ricevettero, non in Oriente, ma a Roma, nel III secolo, sotto l’Imperatore Numeriano. Come finale condanna, i due sposi cristiani vennero condotti in una cava di pietra lungo la Via Salaria, dove furono sepolti vivi sotto la terra e i sassi. Però, nonostante tutti gli sforzi degli archeologi, questa sepoltura non è mai stata trovata; e gli sforzi degli storici non hanno potuto dimostrare quanto o quale fondamento di realtà si trovi alla base di questa leggendaria notizia.

19 Dicembre

Nome: ADAMO, EVA

Santi ADAMO ed EVA Progenitori di tutti i viventi

 

Adamo, il primo uomo, è tradizionalmente onorato dai Greci e dagli Orientali alla data del 19 dicembre, non sappiamo con quali criteri di scelta. Anche Eva, madre dei viventi, è ricordata insieme con Adamo, in questo giorno di dicembre. Ma possono, i progenitori dell’umanità, la coppia della colpa, avere un posto tra i Santi? Diciamo di sì; se per “Santi” intendiamo i salvati dalla Redenzione, che è universale. Troppo spesso, parlando di Adamo ed Eva, si pone l’accento unicamente sul loro peccato; sul gesto di superbia, e quindi di ribellione verso Dio. Ma la colpa del primo uomo e della prima donna, è anche l’occasione della Redenzione; e la felice colpa attua il piano stabilito da Dio fin dall’eternità: riscattare l’uomo con l’amore del Figlio divino. La Redenzione ha aperto le porte del Paradiso anche ad Adamo, padre di quell’umanità ed anche ad Eva della cui carne si è vestito il Verbo. Una leggenda di profondo significato mistico dice che Adamo, morto a novecentotrent’anni, venne sepolto sotto la roccia del Calvario, nel punto in cui sarebbe stata piantata la Croce di Gesù. Dall’Adamo antico è nato così l’Adamo novello, e il sacrificio di quest’ultimo ha riscattato l’uomo dalla decadenza del peccato. “Come in Adamo tutti muoiono - dice San Paolo - così anche in Cristo tutti rivivranno”. E i primi a rivivere sono proprio i progenitori, Adamo ed Eva. Ecco perché la Chiesa può ricordarli tra i Santi, cioè tra i salvati, e onorarli come si fa in Oriente.
L’albero di Natale che rallegra le nostre case, sarebbe derivato da un’antica usanza dei paesi germanici di rappresentare, per Natale, l’albero della vita, dal quale Adamo ed Eva colsero il frutto proibito. Così nel simbolo del Natale, l’albero che era costato ai progenitori la condanna e la decadenza dalla loro condizione di felicità, è ritornato ad essere “albero di vita”. Sotto le sue fronde nascondeva infatti la croce, albero della Redenzione. Accanto alla mela, simbolo della tentazione (poi sostituita da globi colorati) veniva appesa un’ostia eucaristica (poi sostituita da focacce dolci), simbolo della perenne salvezza, offerta a tutti gli uomini e a tutte le donne, compreso Adamo, compresa Eva.